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Nel Comune di Capaccio, a ridosso del Monte
Calpazio, sorge, a 243 metri di altezza, il
Santuario della “Madonna del Granato”,
risalente al X secolo, la cui costruzione è
legata, secondo la tradizione, ad un’apparizione
miracolosa della Madonna, che si mostrò
con il Bambino in braccio ed un melograno in
mano.
L'edificio, che ha subito numerosi interventi
e rimaneggiamenti ed un restauro nel 1708, costituisce
uno dei principali punti di riferimento di
Capaccio Vecchia, il borgo medievale
distrutto dalle armate di Federico II alla fine
del XIII secolo e abbandonato dagli abitanti
per sfuggire all’eccidio. Rifugiatisi sul Monte
Calpazio, i cittadini diedero vita ad nuovo
centro, detto, appunto, Capaccio Nuova, per
la presenza alle sue falde di sorgenti d'acqua.
La facciata dell’antica Cattedrale richiama
una fisionomia di architettura rurale. L'interno,
a croce latina e con tre navate, custodisce
un pregevole pulpito in marmo del ‘200, di gusto
cosmatesco, sotto cui è stato recuperato
un affresco tardo gotico raffigurante San Biagio
in paramenti sacri. Ed ancora, è possibile
ammirare decorazioni, stucchi e, sull’altare
Maggiore, la statua raffigurante la Madonna
del melograno - che ricorda nel melograno (granato)
l'iconografia di Hera (Giunone) - mentre, sul
pavimento, una lastra tombale di epoca paleocristiana
reca i segni simbolici del cristianesimo.
L’interesse dell’antica Cattedrale di Santa
Maria del Granato è dovuto sia alla sua
splendida posizione sull’ampio golfo di Salerno,
che alle antichissime origini. Alcuni studiosi,
infatti, sulla base di documenti e della tradizione,
hanno affermato che nel Santuario vi si trasferì,
in forme cristiane, il culto pagano di Hera,
la moglie del dio Zeus: prima del tempio cristiano,
dunque, nello stesso luogo sorgeva un tempio
pagano dedicato a Giunone cui era sacro il melograno.
Nel 1836 il vescovo di Capaccio, Michele Barone,
diede inizio alla costruzione di un edificio
annesso al tempio per accogliere il clero perché
seguisse con zelo il culto del Santuario.
Come arrivare:
si raggiunge dall’Autostrada Salerno – Reggio
Calabria, uscita Battipaglia.
Note
Sorge sulle prime propaggini del Monte Soprano
e risale al XII secolo, con un restauro nel
1708. Il Santuario ha un'antica tradizione di
devozione popolare ed è meta di pellegrinaggi
ogni 15 di agosto, giorno in cui si festeggia
la Madonna del Granato.
Il Santuario è custodito da un religioso
carmelitano dell'Antica Osservanza, desideroso
di fondarvi una comunità eremitica che
viva nell'ossequio di Cristo sull'esempio di
Maria.
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