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L’isolotto di Punta Licosa
sorge al largo della costa cilentana e prende
il nome dal mito della Sirena Leucosia, che
qui, secondo la leggenda, si sarebbe suicidata
per amore.
E' un bellissimo terrazzo marino che si erge
nel triangolo compreso tra Castellabate, Punta
Tresino e Monte Licosa: si estende su un territorio
di un ettaro che si eleva a 2 metri di altezza
nel Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano
e che il Progetto Bioitaly ha individuato come
Sito di Interesse Comunitario (S.I.C.).
L'isola è ricchissima di reperti archeologici
di insediamenti risalenti all'XI-X secolo a.C:
si possono, infatti, ammirare i resti di un
porto antico di età romana, murature
forse appartenenti a una villa romana, colonne
e tombe, che sono sommerse nel tratto di mare
fra l’isola e la vicina e omonima costa.
Punta Licosa, su cui si erge una vecchia torre
sormontata da un potente faro, può essere
raggiunta a piedi seguendo una mulattiera che
permette di ammirare stupendi scorci paesaggistici.
La flora comprende il cisto
di Montpellier e la lavanda.
La fauna è composta
da lucertole campestre, pipistrelli, sgarze,
aironi rossi, garzette, gabbiani reali, gabbiani
rosei e gabbiani corsi.
Come arrivare:
Si raggiunge dall'autostrada Salerno - Reggio
Calabria, uscendo al casello di Battipaglia,
e dirigendosi verso Castellabate e Ogliastro
Marina.
Note
Dal 1972 il promontorio di Punta Licosa è
una zona di tutela biologica marina, uno dei
primi parchi marini d'Italia. I suoi fondali
rocciosi e ricchi di fauna, con estese praterie
di posidonia, rendono tutta l'area particolarmente
interessante, soprattutto per gli appassionati
di escursioni subacquee.
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