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Nella scenografia degli Alburni
le Grotte di Pertosa si diramano
come tentacoli in una serie di bracci dai nomi
suggestivi.
Le cavità risalgono a circa 35 milioni
di anni fa: sono state abitate già nell'Età
della Pietra, come risulta dai numerosi reperti,
e destinate, poi, da Greci e Romani a luoghi
di culto.
In epoca cristiana furono consacrate a San
Michele Arcangelo e, per tale motivo, sono note
anche come Grotte dell'Angelo.
Per ammirare la parte esplorata, tra cunicoli,
gallerie ed enormi caverne, si parte dal Tabernacolo
di San Michele per giungere, poi, alla Cascata.
Qui si snoda il primo ramo che porta al Paradiso
e al lungo Braccio della Sorgente.
Dalla Cascata si prosegue per il Braccio Centrale
per giungere alla Sala delle Spugne.
Da qui si torna indietro attraverso il Grande
Salone, la parte nota come San Gennaro e a quella
delle Colonne d'Ercole.
E' un susseguirsi di spettacoli meravigliosi
che continuano nella Sala del Trono
e alla Sala della Madonna.
I nomi, per quanto fantasiosi, sono sempre ispirati
alle concrezioni calcaree (stalattiti, stalagmiti
e autentici drappi) che assumono, di volta in
volta, forme fantastiche. Dal precedente punto
si passa, poi, al Castello e al Braccio di Pipistrelli
che fronteggia e prosegue nel Braccio delle
Meraviglie, dal quale, infine, si ritorna all'ingresso.
Uniche in Italia, le Grotte di Pertosa
richiedono, per la presenza di un fiume sotterraneo,
l'impiego di una zattera per percorrerle da
un capo all'altro, lungo il filo di Arianna
di un tracciato metallico. Un cammino scandito
dallo stillicidio dell'acqua e dal susseguirsi
di stalattiti e stalagmiti gigantesche, da immobili
cascate calcaree e da delicate concrezioni che
hanno assunto la forma di statuine che sembrano
realizzate a mano da un artista.
L'accesso alle grotte è facilitato dall'Autostrada,
dalla Strada Statale e dalla piazzola di sosta
per le auto, dove si trovano anche pratici e
funzionali punti di ristoro.
Note
La cavità si apre a quota 264 metri e
si dirama in una serie di stupende gallerie.
La una parte esplorata si estende per 2.650
metri. Scavate dalle acque nel terreno calcareo
dell'Alburno, le Grotte di Pertosa
costituiscono un raro e meraviglioso esempio
di sistema carsico, meta di numerosi visitatori.
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