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Capo
Palinuro sorge su un promontorio proteso sullo
splendido mare cristallino della costa cilentana
caratterizzata da insenature frastagliate ed
incantevoli baie e grotte marine. Il nome di
Capo Palinuro è legato alla leggenda.
Nell’Eneide infatti, Virgilio narra del nocchiero
di Enea, Palinuro che, mentre era al timone
della sua imbarcazione vinto dal sonno cade
in queste acque. Simbolo di Capo Palinuro è
l'Arco Naturale, suggestiva
roccia modellata dalla forza dei venti. Oggi
Capo Palinuro è un massiccio sperone
calcareo del Parco Nazionale del Cilento
e del Vallo di Diano, proteso nel mare
Tirreno meridionale e servito da un porticciolo
ed è meta turistica e balneare famosa.
I fondali antistanti il Capo hanno fornito testimonianze
di naufragi di un gran numero di imbarcazioni
(già in epoca romana, complice il mare,
vi affondò forse l'intera flotta di Ottaviano
in conflitto con Sesto Pompeo).
Il promontorio divide in due le spiagge di Palinuro,
una, quella detta Ficucella
e, l'altra, più ampia e con un arenile
soffice, denominata del Mingardo.
La roccia carbonatica ha favorito il fenomeno
carsico e l’erosione marina. La presenza di
sorgenti idrotermali e di acque sulfuree ha
rappresentato un ulteriore meccanismo speleogenetico
dovuto alla miscelazione di acque di diversa
natura. Capo Palinuro è uno dei principali
poli di interesse speleomarino in Europa.
Le grotte di Capo Palinuro
sono oggetto di studio geomorfologico ed ecologico
da parte di un gruppo di speleologi marini.
In totale si possono contare 32 grotte di cui
le più importanti sono:
Grotta Azzurra di Capo Palinuro:
si accede via mare ed è caratterizzata
dal colore azzurro brillante dovuto alla presenza
di un sifone (della profondità di circa
20 metri) che permette l'irraggiamento della
luce solare all'interno.
Grotta dei Monaci è
così chiamata dalla presenza di stalagmiti
di colore marrone scuro, nelle forme richiamanti
monaci in preghiera.
Grotta delle Ossa o Preistorica:
è caratterizzata dalla presenza all'interno
di ossa di animali preistorici.
Tutte le grotte sono raggiungibili unicamente
via mare.
Molto interessante la flora
che, coltre a lecci, mirti, corbezzoli e carrubi,
presenta specie rare come la primula di Palinuro,
il garofano delle rupi e la ginestra del Cilento.
E' comunque lungo tutto il tratto costiero del
Cilento che si possono ammirare specie floreali
uniche, come il giglio marino nella sabbia o
la rosa di Paestum, il pino di Aleppo e la campanula
fragile. I subacquei possono così trovare
tutta la tipica fauna bentonica del coralligeno
mediterraneo tra cui spiccano rigogliose fioriture
di corallo rosso (Corallium rubrum), ventagli
di gorgonie gialle (Eunicella cavolinii) rosse
(Paramuricea clavata) verdi (Eunicella singularis)
color mattone (Leptogorgia sarmentosa), e l’aragosta
(Palinurus elephas).
La fauna è abitata
dal falco pellegrino, dalla faina, dalla volpe,
dal merlo, dal tasso, dal passero solitario,
dalla lepre, dalla gazza, dalla ghiandaia, dal
fagiano, dal passaracei, dal gufo, dalla civetta.
Da ricordare, tra la fauna marina, il Palinurus
vulgaris, crostaceo caratteristico della biocenosi
bentonica delle acque di Palinuro.
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